domenica 25 aprile 2010

Bologna-Parma 2-1: commento partita

Bologna F.C. 1909
Alzi la mano chi, dopo il gol di Biabiany al 24' minuto, non si è sentito sull'orlo del precipizio. Fino a quel momento la squadra, salvo rare azioni offensive (tra le quali una rete annullata dall'arbitro Bergonzi a Zalayeta per fuorigioco e un colpo di testa dello stesso Zalayeta su tiro dalla bandierina) non aveva dato la sensazione di giocare "col sangue negli occhi". Poi la doccia fredda: fuga di Biabiany sulla destra che anticipa Lanna e resiste alla carica di Moras insaccando sul secondo palo. Cala il gelo sul Dall'Ara. Il Bologna sembra accusare il colpo, ma al 29' l'episodio chiave della partita: l'ex Zaccardo stende da dietro Zalayeta che lo aveva ottimamente aggirato e viene giustamente espulso per fallo da ultimo uomo. Qui cambia il match: il Bologna trova immediatamente il pareggio con Di Vaio in mischia, ma la rete viene ingiustamente annullata per un inesistente fuorigioco di Portanova. Il Bologna sale di tono e si fa vedere con insistenza dalle parti di Mirante, concedendo però il fianco ad un contropiede di Biabiany che dalla destra impegna Viviano sul primo palo. Ma il pari è nell'aria e arriva al minuto 39 con Di Vaio, che insacca di tacco eludendo l'intervento del difensore e dello stesso Mirante. Splendida rete e SuperMarco che torna finalmente al gol dopo più di due mesi di digiuno. Si arriva alla fine del primo tempo senza grosse emozioni, salvo un tiro di Di Vaio dal limite che sorvola di poco la traversa. Inizia la ripresa e al 50' è subito gol: il giovane Gigli subentrato negli ultimi minuti del primo tempo all'infortunato Paci tocca corto di testa verso Mirante, si inserisce Di Vaio che di rapina anticipa Mirante in uscita e insacca sotto la traversa facendo esplodere i 25.000 del Dall'Ara (curva S.Luca esaurita grazie al biglietto ad 1 euro). Il Bologna continua a spingere e subito dopo sfiora il terzo gol con Adailton che si fa respingere il tiro ravvicinato da Mirante. Entra Pisanu che fa il suo esordio in rossoblù e sfiora la rete di tacco su assist di Buscè. Buon esordio per l'ex gialloblù, che da l'impressione di essere uno dei pochi capaci di puntare l'uomo e potrebbe essere un'arma in più per questo finale di stagione. Tutto sembra tranquillo, c'è aria di festa e si attende il terzo gol, poiché il Parma non sembra aver la forza (o la voglia) di impensierire la retroguardia rossoblù. Finchè all'80' minuto, a cambi esauriti (Pisanu per Adailton al 61', Guana per Casarini al 62' e Britos per Moras al 77') il roccioso Mudingayi ha la peggio in un contrasto con Lunardini ed è costretto a lasciare il campo, lasciando i suoi in 10 uomini ed annullando la superiorità numerica. A questo punto il Parma riprende a giocare e mette sotto pressione il Bologna, tuttavia senza mai impensierire Viviano. Al 94' al fischio finale è festa. Si può andare a Bergamo un po' più sereni, ma non tranquilli: un'eventuale sconfitta rimetterebbe tutto in gioco, anche alla luce della vittoria della Lazio a Genova contro i rossoblù di Gasperini che lascia il Bologna solitario al quart'ultimo posto a +5 sull'Atalanta a tre turni dal termine.


DAGLI SPALTI (Curva S.Luca)

Lo stadio Renato Dall'Ara visto dalla curva S.Luca Una curva S.Luca così non si vedeva da tempo: e fa capire che c'è tanta gente a Bologna che ha voglia di stadio e che, complici i prezzi elevati, è probabilmente costretta a prendere in considerazione domeniche alternative. C'è crisi per tutti, e 20 euro per un posto in curva (addirittura 25 nelle partite di cartello), in uno stadio scoperto, con la pista di atletica che tiene il calore del tifo troppo lontano dal vivo del gioco e con numerosi seggiolini rotti o mancanti, sono davvero troppi. E' vero, non tutti a Bologna hanno problemi economici: tanta gente preferisce andare al mare piuttosto che affollare il Dall'Ara per sostenere i rossoblù. Ma, in ogni caso, "quelli con i soldi" in curva S.Luca non ci metterebbero mai piede... Per questo la povera curva S.Luca, da sempre rifugio degli anziani tifosi non più disposti a calarsi nel clima goliardico e caloroso dell'ex Andrea Costa, negli ultimi anni ha finito per svuotarsi progressivamente, fino ad essere addirittura "colonizzata" dai tifosi avversari (vedi partite con Napoli e Roma). Oggi il grande pubblico di Bologna ha dimostrato che è disposto a stare vicino alla squadra anche e soprattutto nei momenti di difficoltà, ma a patto che i prezzi siano ragionevoli. Iniziative come quella odierna, ossia consentire l'ingresso al prezzo simbolico di un'euro ai soli residenti, sono lodevoli ma, secondo me, tardive. Non era meglio vendere gli abbonamenti già a luglio e ad un costo inferiore in questo settore ormai abbandonato? Si sa, andare in curva Bulgarelli è un'altra cosa: altro clima, altro tifo, altro coinvolgimento. E farvi parte è un privilegio. Proprio per questo non credo che gli ultras si sentirebbero discriminati se la dirigenza dovesse optare per la vendita di abbonamenti scontati in curva S.Luca, a non più di 70-80 euro: io, se potessi permettermelo, non cambierei mai un abbonamento in curva Bulgarelli per uno in curva S.Luca, nemmeno se a prezzo dimezzato. Per questo ritengo che adottare una simile politica sarebbe una soluzione intelligente e lungimirante: consentirebbe a tutti coloro che come il sottoscritto non hanno un posto di lavoro o hanno risentito pesantemente della crisi economica di stare vicino alla squadra e, allo stesso modo, aiuterebbe a riconquistare quella parte di pubblico che, provato dalle troppe umiliazioni subite negli ultimi anni, si è allonatanato dal Dall'Ara ma non ha mai smesso di seguire ed amare il Bologna. A chi di dovere: pensateci.

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