lunedì 22 agosto 2011

Coppa Italia, terzo turno: Bologna-Padova 2-1, commento e video

Bologna F.C. 1909
Il Bologna ha superato il Padova nel terzo turno eliminatorio della Coppa Italia 2011/2012 con il risultato di 2-1, conquistando così il passaggio al turno successivo, dove ad attenderlo ci sarà il Crotone (vittorioso per 2-0 sul campo del Lecce).
Qualificazione più sofferta del previsto, con i veneti in vantaggio dopo appena due minuti con Italiano, che ha trasformato un penalty concesso per un netto fallo di Portanova su Drame. I rossoblù hanno rischiato in più di un'occasione di subire il raddoppio ed hanno anche fallito un calcio di rigore con capitan Di Vaio.
Nella ripresa al 68° è arrivato il pareggio di Portanova, abile a depositare nell'angolino sinistro un preciso assist di Diamanti.
Al 93°, quando i supplementari sembravano inevitabili, Della Rocca ha realizzato il gol vittoria (primo centro in rossoblù), risolvendo una mischia a centro area.
Nel Padova espluso Donati al 90°.


Fonte del video: YouTube, canale SiamoBolognaTv



Bologna-Padova 2-1
Marcatori:Italiano (rig.), 68° Portanova, 93° Della Rocca


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domenica 29 maggio 2011

Bologna F.C. 1909: commento della stagione 2010/11

Logo Bologna F.C. 1909
Un altro campionato è terminato e, nonostante abbia portato in dote un anonimo 16° posto, sono certo che lo ricorderemo a lungo.
E' stata un'annata estremamente intensa, piena di colpi di scena tali da far invidia al miglior Hitchcock: ripetuti cambi di proprietà, l'esonero di Franco Colomba proprio alla vigilia della prima di campionato, il fallimento sventato per un soffio, la penalizzazione, l'entusiasmante cavalcata culminata con lo storico successo ottenuto sul campo della Juventus, il clamoroso crollo nel finale che ha rischiato di rovinare quanto di buono fatto in precedenza e, dulcis in fundo, lo scandalo dei pass-invalidi nel quale sono rimasti coinvolti vari giocatori tra cui il capitano ed uomo simbolo Marco Di Vaio. Ma facciamo un po' di ordine.

Tutto ha avuto inizio con il passaggio di consegne tra la famiglia Menarini e lo sconosciuto imprenditore sardo Sergio Porcedda: conferenze stampa, sorrisi, progetti triennali per riportare il Bologna a ridosso dell'Europa e, finalmente, un colpo di acceleratore ad un mercato fino a quel momento paralizzato.
La nuova politica societaria era chiara: puntare ad ottenere in comproprietà dei giovani di prospettiva da valorizzare, basandosi sull'esperienza del consulente di mercato Carmine Longo.
Una foto di gruppo del Bologna F.C. 2010/11
I primi colpi non hanno di certo entusiasmato la folla, ma se non altro hanno destato molta curiosità in un ambiente narcotizzato da anni di ingaggi di giocatori a parametro zero ormai a fine carriera: finalmente, dunque, si poteva intraprendere un cammino nuovo e stimolante.
Due i giocatori di fama sbarcati sotto alle due torri, entrambi uruguaiani e a titolo definitivo: Diego Perez, reduce dal mondiale sudafricano nel quale si era distinto come un autentico gladiatore della linea mediana, e Gaston Ramirez, giovanissimo trequartista di grande talento. Per il resto si è puntato su molti giovani in comproprietà e su qualche prestito per completare una rosa con molti doppioni a centrocampo e pochissime alternative valide negli altri ruoli.
La lacuna più evidente in attacco: si attendeva con ansia l'ingaggio di un centravanti di peso da affiancare a Marco Di Vaio, ma alla chiusura del mercato estivo nessun volto nuovo è stato vestito di rossoblù.

Alla vigilia della prima di campionato un terremoto ha scosso l'ambiente felsineo: via Franco Colomba, reo di non aver sposato con convinzione la politica dei giovani, e panchina affidata in via temporanea a Paolo Magnani, allenatore della primavera. Il prezioso pareggio strappato contro i campioni d'Italia dell'Inter e le prestazioni incoraggianti fornite da alcune pedine che sulla carta dovevano solo essere solo dei rincalzi hanno contribuito in modo determinante a dare fiducia a tutto l'ambiente.Alberto Malesani alla guida del Bologna F.C. 1909 (2010/11)
Nei giorni seguenti, l'annuncio dell'ingaggio di Alberto Malesani ha destato molte perplessità tra tifosi e addetti ai lavori: reduce da una serie di esoneri e retrocessioni, l'allenatore veronese non sembrava essere l'uomo giusto per guidare questo giovane gruppo alla conquista della salvezza.
Sotto gli ordini del nuovo mister, la squadra è riuscita a restare in linea di galleggiamento grazie a delle prestazioni di carattere, confermando però di essere troppo dipendente da Di Vaio in zona gol.

Intanto in città i rumors su una presunta incosistenza economica del nuovo patron si facevano sempre più insistenti, dividendo nettamente tifosi e stampa. Finché, a metà novembre, Porcedda ha tolto definitivamente la maschera: nonostante le sue ripetute assicurazioni, stipendi e Irpef non sono stati pagati nel termine utile e il Bologna è stato prima deferito e poi penalizzato di tre punti per inadempienze finanziarie.
In città è esploso il caos: il timore era di non riuscire nemmeno a portare a termine la stagione in corso e di dover cedere tutti i migliori giocatori nel mercato di gennaio per far fronte alla drammatica situazione debitoria.

E' a questo punto che la truppa di Malesani ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo: nelle difficoltà il gruppo si è cementato, trovando una coesione che lo ha portato ad inanellare una serie di risultati sorprendenti, tali da annullare la penalizzazione e condurre il Bologna in acque apparentemente tranquille. La vittoria al fotofinish sul Chievo e lo 0-2 a Cesena hanno dato una grandissima carica a tutto l'ambiente e sono state un chiaro segnale che i giocatori non avevano nessuna intenzione di abbandonare la nave.

Ma intanto i tempi si facevano stretti e nessun compratore bussava alla porta di Porcedda, nel frattempo fuggito da Bologna e trinceratosi dietro ad un silenzio inquietante.
L'intervento del presidente di Intermedia Giovanni Consorte, al quale era stato dato il mandato di analizzare lo stato finanziario del club e di trovare dei possibili acquirenti, ha rappresentato la svolta: pochi giorni prima di Natale una cordata con a capo il re del caffè Massimo Zanetti è riuscita a concludere una difficile trattativa e a salvare i rossoblù da un fallimento quasi certo.
Ma la contestuale nomina di Luca Baraldi come AD ha generato immediatamente polemiche all'interno della nuova compagine societaria e dello spogliatoio, spingendo Zanetti a dimettersi dalla carica di presidente dopo nemmeno un mese.

A capo della società è stato così nominato Marco Pavignani, con l'obiettivo di traghettare la nuova proprietà fuori dalle sabbie mobili.Juventus-Bologna 0-2: l'esultanza di Di Vaio dopo il primo gol (2010/11)
Sul campo intanto i rossoblù davano spettacolo, riuscendo addirittura nell'impresa di sconfiggere gli odiati rivali della Juventus sul proprio terreno di gioco dopo più di trent'anni di attesa, grazie ad una straordinaria doppietta di Marco Di Vaio, sempre più uomo icona.
Tutto sembrava filare per il meglio, con la squadra in grado di raggiungere quota 40 punti ad otto turni dal termine.

Ma la situazione ai vertici della società era ancora fortemente instabile: dopo un clamoroso dietrofront di Alfredo Cazzola, cavallo di ritorno chiamato a guidare la cordata, le redini sono passate ad Albano Guaraldi e al suo vice Maurizio Setti.
A questo punto qualcosa si deve essere rotto all'interno dello spogliatoio: il Bologna ha cominciato ad arrancare, collezionando ben 5 stop consecutivi e fornendo prestazioni imbarazzanti. La salvezza, già data per acquisita, era tornata in discussione in seguito ad alcuni risultati a sorpresa delle dirette concorrenti.
Come se non bastasse, l'esplosione dello scandalo dei pass-invalidi che ha visto coinvolti numerosi giocatori ha ulteriormente distratto un gruppo con la testa e le gambe già in vacanza.
La squadra, demotivata dalle dichiarazioni arrendevoli rilasciate da Malesani dopo la debacle di Brescia e spaccata in due dopo il rinnovo del contratto al solo Di Vaio, ha continuato a precipitare in classifica, raccogliendo solo due miseri punti in otto gare (con due sole reti realizzate e ben 15 subite) e salvandosi solamente grazie ad un crollo verticale della Sampdoria, incapace di portare a casa nel finale di stagione alcuni risultati che sembravano alla sua portata. Se i doriani non avessero incassato al 97° il gol del genoano Boselli e nel turno successivo fossero riusciti a sconfiggere al Ferraris un Palermo con la testa già alla finale di coppa Italia, l'ultimo match col Bari sarebbe stato decisivo per i rossoblù ai fini della permanenza nella massima serie (e conosciamo tutti il vergognoso epilogo...).

Questo finale di stagione è stata una grossa delusione, alla luce di quanto questo gruppo aveva dimostrato di poter dare sia in termini di carattere che di qualità di gioco: per descrivere con una metafora il turbinio di emozioni vissute durante questo campionato, è stato come parlare in chat con una ragazza sconosciuta, restare affascinati dal suo carattere forte (Roma-Bologna 2-2, Bologna-Udinese 2-1), imparare ad apprezzare la sua capacità di non arrendersi di fronte a nessun ostacolo (Bologna-Chievo 2-1, Cesena-Bologna 0-2), farsi inviare la sua foto e restare folgorati dal suo bellissimo viso (Bologna-Lazio 3-1, Bologna-Palermo 1-0), incontrarla di persona ed innamorarsi perdutamente di lei (Juventus-Bologna 0-2), baciarla appassionatamente (Lecce-Bologna 0-1) e poi scoprire sul più bello che in realtà si trattava di...un uomo. Ho reso l'idea?

Cosa salvare di questo campionato? Un'immagine della curva Bulgarelli-A. Costa durante Bologna-Cagliari 2-2 (2010/11)
Innanzitutto il meraviglioso pubblico di Bologna: nei momenti di difficoltà la tifoseria si è stretta attorno alla squadra, spingendola oltre i propri limiti. Limiti che erano evidenti e che sono venuti a galla una volta calata la tensione dopo il raggiungimento della presunta quota salvezza.
In secondo luogo, l'ingaggio di giovani a titolo definitivo o in comproprietà: anche se parecchi di loro hanno avuto un rendimento molto al di sotto delle aspettative, la strada intrapresa è senza dubbio quella giusta. A tal proposito, basta osservare la parabola dell'Udinese: dopo aver inanellato ben quattro sconfitte consecutive al via, l'esplosione contemporanea di alcuni giovani quasi sconosciuti (unita alla vena realizzativa di un bomber di razza come Di Natale) ha permesso ai friulani di conquistare contro ogni pronostico un posto nei preliminari di Champions League.
Infine, il carattere e la coesione dimostrati dal gruppo fino ad otto turni dal termine: prima del crollo finale il Bologna aveva una mentalità vincente ed era disposto ad arrendersi solo dopo il triplice fischio dell'arbitro e non un secondo prima (non è infatti un caso che una grande fetta dei punti racimolati sia stata conquistata nei minuti finali).

Quali sono state le delusioni più cocenti?
In primo luogo, non essere riusciti a fare quel salto di qualità che tutta la tifoseria auspicava: se non ci fosse stato quel black out nel finale, l'entusiasmo che si respirava in città si sarebbe trascinato anche nella prossima stagione, con tutti i relativi benefici in termini di abbonamenti venduti e di clima positivo attorno alla squadra durante il ritiro estivo.L'esultanza di Di Vaio dopo aver messo a segno il gol vittoria contro il Chievo (2010/11)
In secondo luogo, lo scandalo dei pass-invalidi che ha coinvolto Di Vaio, accusato di aver chiesto ed ottenuto l'annullamento di più di quaranta multe: dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati, la sua permanenza a Bologna non sembra più così certa. Una cosa è sicura: se verranno accertate le sue responsabilità, l'immagine pubblica dell'uomo Di Vaio subirà un durissimo colpo. Ma qui ci si occupa soprattutto di calcio, e da quel punto di vista un Di Vaio in piena forma fisica e mentale è una pedina troppo importante per essere scaricata in preda all'impulsività. Sebbene le accuse che gli sono state mosse siano gravi (soprattutto da un punto di vista etico e civico), ritengo che il capitano rossoblù racchiuda in sé i valori morali e sportivi sufficienti per ricostruire la propria immagine di uomo-simbolo e riabilitarsi agli occhi della città che lo ha adottato come un figlio: se sarà giudicato colpevole, paghi tutto ciò che deve pagare, faccia una cospicua donazione a qualche associazione benefica come ulteriore dimostrazione del suo sincero pentimento e continui a fare il suo mestiere bene come ha sempre fatto quando la sua testa era sgombra da questioni extra-calcistiche. L'eroe che cade nel fango può rialzarsi ed essere amato come e più di prima: il mondo dello sport è pieno di esempi positivi in tal senso.
Coraggio Marco, supera questo momento con la dignità di chi sa di aver sbagliato e torna a far esultare quella grandissima fetta del pubblico di Bologna che nonostante tutto è ancora schierata dalla tua parte.

Cosa ci riserva il futuro?
Difficile dirlo adesso: il Bologna è ancora un cantiere aperto e la solidità economica di questa società è ancora tutta da verificare.
Le recenti dichiarazioni di Zanetti lasciano parecchi dubbi sulla tenuta di un modello organizzativo atipico per un club di serie A: ogni consiglio di amministrazione rischia di trasformarsi in una sorta di riunione di condominio, nella quale tutti vogliono dire la loro opinione e alla fine non si arriva quasi mai ad un compromesso.
Pertanto mi auguro solo una cosa per il nostro Bologna: stabilità. Dopo un'annata così travagliata c'è assolutamente bisogno di certezze.Salvatore Bagni, consulente tecnico del Bologna F.C. 1909 per la stagione 2011/12
In tal senso, all'attuale società rossoblù va dato un merito: le tempestive assunzioni di Salvatore Bagni come consulente di mercato e di Pierpaolo Bisoli come allenatore lasciano intravedere quantomeno la volontà di non perdere ulteriore tempo in vista della prossima stagione.
La speranza di tutti è che prima o poi anche per il Bologna si possa aprire un ciclo vincente che lo porti a stazionare stabilmente tra le prime sei-sette potenze del nostro campionato. Negli ultimi anni sempre più spesso squadre senza storia hanno avuto l'onore di rappresentare l'Italia nelle principali competizioni europee: non è accettabile che un club glorioso come il Bologna, che vanta nel suo palmarès sette scudetti e due coppe nazionali, non riesca da ben 40 anni a piazzarsi tra le prime sei in classifica, impresa riuscita anche in più di un'occasione a squadre come Chievo, Cesena, Ascoli, Perugia, Udinese, Palermo, Atalanta, Vicenza, Parma, Cagliari, Verona, Sampdoria, Napoli, Fiorentina, Lazio, Roma e alle altre nobili decadute Torino e Genoa.

Sempre e comunque FORZA BOLOGNA!

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sabato 28 maggio 2011

Bologna FC: conferenza stampa di presentazione di Bisoli (video)

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Ecco il video integrale della conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore del Bologna F.C. 1909 Pierpaolo Bisoli, tenutasi venerdì 27/05/2011 allo stadio Renato Dall'Ara e trasmessa in serata da E' Tv - Rete 7 Bologna.

Buona visione!


Fonte del video: You Tube, utente bolognacento


La conferenza stampa di presentazione di Pierpaolo Bisoli


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lunedì 23 maggio 2011

Bologna-Bari 0-4: le pagelle

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Ecco le pagelle della partita tra Bologna e Bari, disputata domenica 22/05/2011 allo stadio Dall'Ara e valida per la trentottesima ed ultima giornata del campionato di serie A 2010/2011.



Viviano 4+: discreto intervento in avvio, ma davvero poco reattivo sui gol. Non fermarsi nemmeno a salutare il pubblico che lo acclamava in occasione della sua ultima apparizione in rossoblù non gli fa di certo onore.

Moras 4-: irriso da chiunque sia passato dalle sue parti.

Portanova 4: il baby Grandolfo sembrava Messi. E non lo è.

Cherubin 3/4: vedi sopra, più il clamoroso buco in occasione dello 0-4.

Morleo 4+: qualche accelerazione e poco di più.

Mudingayi 4/5: sbaglia un'infinità di appoggi, ma almeno ci mette un po' di grinta, dote che i suoi compagni hanno dimenticato negli spogliatoi.

Ekdal 4-: tanti passaggi sbagliati e poca cattiveria. Grave mancanza per chi ha una consistenza fisica di poco superiore a quella di una figurina.

Della Rocca 4: sbaglia tutto, appoggi corti e lanci lunghi. E' il fantasma del giocatore ammirato per buona parte della stagione.

Siligardi 5-: è l'unico che prova a puntare la porta e che ci mette un po' di dinamismo, ma senza grandi risultati.

Paponi 4: corre e basta. In serie A bisogna anche saper fare altro.

Di Vaio 4+: un palo sullo 0-4 giusto per ricordare agli spettatori che era in campo. Si ferma a quota 19. Ricarica le batterie Marco, in queste condizioni non sei presentabile.

Meggiorini 4: entra nella ripresa al posto di Paponi e conferma per l'ennesima volta di essere allergico al gol...un difetto di non poco conto per un centravanti.

Mutarelli 4-: entra al posto di Della Rocca al 57° e si distingue in negativo.

Gimenez 4,5: entra al posto di Siligardi al 67° ma non inventa nemmeno una giocata degna di nota.

Allenatore Malesani 3: una simile debacle non può trovare nessuna giustificazione. Alla luce dell'atteggiamento con il quale è stata affrontata la partita, avrebbe fatto meglio a dare spazio dal primo minuto a Gavilan e Juan Cruz: loro due avrebbero per lo meno avuto qualche motivazione in più. Dopo un simile epilogo, non lo rimpiangeremo di certo. Grazie e buona fortuna.


Arbitro Cervellera 6: esordio senza sbavature.



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domenica 22 maggio 2011

Bologna-Bari 0-4: commento partita

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Nella trentottesima ed ultima giornata del campionato di serie A 2010/2011, il Bologna ha subito un'autentica umiliazione contro il Bari: 0-4 il risultato allo stadio Renato Dall'Ara, in virtù della tripletta del baby Grandolfo (28°, 47° e 54°) e del poker di Huseklepp (78°).


Commento partitaIl tabellone del Dall'Ara mostra impietoso l'umiliante risultato (Bologna-Bari 0-4 2010/11)
Umiliazione: non c'è altro modo per definire lo "spettacolo" andato di scena allo stadio Dall'Ara. Il Bari, cenerentola del campionato, ha schierato mezza squadra primavera ed ha inflitto una punizione severissima ad un Bologna talmente brutto da far pensare male. A proposito, a quanto era quotato lo 0-4 esterno in favore dei pugliesi?
Inutile soffermarsi sul match: una squadra svogliata e a tratti indisponente è stata prima ridicolizzata dal giovane giocatore pugliese Grandolfo (classe 1992), autore di una tripletta al 28°, al 47° e al 54°, e poi definitivamente seppellita dal norvegese Huseklepp, abile ad approfittare di un clamoroso buco difensivo di Cherubin al 78°.
Per il Bologna solo un palo di Di Vaio nei minuti finali.
A fare male non è tanto la sconfitta, ma l'atteggiamento: subire passivamente quattro reti nell'ultima uscita stagionale davanti al proprio pubblico dalla squadra più debole del torneo significa mancare di rispetto ad una tifoseria che non ha mai smesso di sostenere i propri colori, anche dopo le ultime prestazioni vergognose.
Come se non bastasse, la maggior parte dei giocatori al fischio finale ha preso velocemente la via degli spogliatoi, senza degnare di un saluto quella curva che ha continuato imperterrita a sostenerli anche dopo quest'ultimo rovinoso scivolone: i soli Malesani, Moras e Di Vaio hanno risposto agli applausi del pubblico, mentre tutti gli altri, molti dei quali sicuramente all'ultima apparizione in maglia rossoblù, hanno mostrato una totale mancanza di attaccamento ai colori, snobbando coloro che hanno contribuito a pagare i loro stipendi acquistando biglietti ed abbonamenti. Dopo un finale di stagione da incubo, sarebbe stato quantomeno doveroso dire grazie a chi permette loro di condurre una vita da privilegiati facendo il mestiere più bello del mondo.
Il solo Di Vaio si è diretto anche sotto distinti e tribuna, a testimonianza dell'attaccamento che nutre nei confronti della maglia e della città: nonostante una prestazione insufficiente, oggi il capitano ha dato una lezione di stile, dimostrando di meritare il rinnovo del contratto non solo per quello che ha dato in campo (19 reti), ma soprattutto per la sua capacità di essere un leader anche fuori dal terreno di gioco.
Un'immagine della curva A.Costa-Bulgarelli all'ingresso delle squadre in campo: al centro è stato esposto un gigantesco striscione contro la tessera del tifoso (Bologna-Bari 0-4 2010/11)

I rossoblù chiudono la stagione al sedicesimo posto con 42 punti in classifica: sarebbero stati 45, ma la graduatoria che rimarrà stampata negli almanacchi vedrà il Bologna stazionare dietro a squadre del calibro di Cesena, Chievo e Catania per l'ennesima volta, con il solo Lecce a separarlo dal baratro.
A questo gruppo va detto grazie per la salvezza, ma nulla di più.
Concludo con una domanda, certo di non essere l'unico ad essersela posta: se questo Bologna per salvarsi avesse dovuto fare obbligatoriamente tre punti contro la formazione pugliese, quale sarebbe stato l'epilogo di questa stagione? Io preferisco non rispondere, ma nel dubbio ringrazio di cuore il giocatore genoano Boselli e i palermitani Miccoli e Pinilla. A buon intenditor poche parole.


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Bologna-Bari 0-4: video highlights e gol della partita

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Ecco i video con gli highlights e i gol della partita tra Bologna e Bari, disputata domenica 22/05/2011 allo stadio Renato Dall'Ara e valida per la trentottesima ed ultima giornata del campionato di serie A 2010/2011.

Buona visione!



Fonte del video: Videa, utente bologna100

Bologna-Bari 0-4
Marcatori: 28°, 47°, 54° Grandolfo, 78° Huseklepp




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venerdì 20 maggio 2011

Bologna F.C., le rivelazioni di Zanetti: video dell'intervista

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Ecco il video integrale dell'intervista rilasciata dall'ex presidente del Bologna F.C. 1909 Massimo Zanetti al giornalista Alberto Bortolotti, trasmessa in esclusiva dall'emittente bolognese E' TV (Rete 7) il 19/05/2011.

Buona visione!



Fonte del video: You Tube, utente bolognacento


Le rivelazioni di Massimo Zanetti


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